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Laura Pugno
Sirene
Arcipelago Italiani
EINAUDI 2007
pagg. 148
euro 11
Leggi l'inizio del romanzo
(per gentile concessione Einaudi):
Samuel salì sulla piattaforma che sovrastava le vasche e aprì
uno degli armadietti. Si tolse la tuta col logo western standard della
yakuza – una y stilizzata in un cerchio enso, che sembrava tracciata
col sangue – e indossò la muta di neoprene.
Il bordo vasca era deserto, non c’era nessun altro nell’allevamento.
Con l’epidemia di cancro nero, c’erano stati tagli al personale.
Erano rimasti solo due sorveglianti, Samuel e Ken’nosuke, che lavoravano
su turni, i tecnici veterinari e gli addetti alla macellazione della carne.
Quello era uno degli impianti più piccoli, uno dei primi. C’erano
stabilimenti più grandi e moderni in altri punti della riserva
marina yakuza.
La monta delle sirene stava per iniziare. Subito dopo, dal pannello di
controllo del sistema di svuotamento delle vasche, Samuel avrebbe attivato
il ricambio dell’acqua. Era una delle cose che gli piaceva fare.
L’acqua dell’oceano entrava con un risucchio e un gorgoglio.
La griglia di filtraggio ne regolava la potenza, permettendo un’osmosi
dolce e controllata tra mare esterno e mare interno, ma se Samuel avesse
commesso un errore, se non avesse fatto incastrare perfettamente la griglia
nel quadro a cerniera, la furia dell’acqua avrebbe spazzato via
tutto.
Allo stesso modo l’oceano spazzava le piattaforme esterne degli
allevamenti nella riserva yakuza al largo della costa della Nuova Baja
California, nelle acque di Underwater, dove nessuno, e soprattutto non
il governo dei Territori, avrebbe potuto scoprirli, e certamente non avrebbe
avuto voglia di mettersi lì a controllare cosa facevano gli yakuza
nelle loro riserve. Non con l’epidemia di cancro alla pelle –
cancro nero, sole nero – che divorava la popolazione.
Se Samuel avesse voluto distruggere tutto, poteva farlo.
Questo pensiero gli era di grande conforto.
Sadako era morta l’anno prima, a diciassette anni. In piena estate,
quando il cancro nero è più feroce. Lo chiamavano cancro
ma era qualcosa di più di una proliferazione impazzita di cellule.
Era, almeno così diceva il Mermaid Liberation Front, il giudizio
di dio per quello che la specie umana aveva fatto alle sirene.
Samuel aveva dei dreadlocks biondi lunghi fino alla vita. Il giorno in
cui aveva iniettato l’eutanasia a Sadako, si era rasato a zero.
Sadako non avrebbe voluto questa forma di omaggio. Un cranio rasato significa
cancro nero quasi certo, cominciando dalla testa, soprattutto in un fototipo
I.
Ma Sadako era morta.
Sotto, nella vasca, i maschi di sirena coprivano le femmine.
La quarta di copertina
In un futuro imprecisato ma spaventosamente vicino, gli uomini hanno
costruito rifugi sotto l'oceano per ripararsi dalla forza assassina della
luce del sole. E negli abissi hanno scoperto una specie nuova, così
favolosa e leggendaria da volerla subito imprigionare.
Le sirene sono feroci e bellissime donne del mare: hanno capelli azzurro
vivo, capezzoli verdecupo, il muscolo della coda capace di spezzare in
un istante la schiena del maschio. Scoprono piccoli denti perlati e affilatissimi
quando schiudono le labbra per emettere il loro richiamo, un canto che
fa impazzire i cani - e forse anche gli uomini. Un'atmosfera sospesa e
sensuale domina questa favola nera: la scrittura di Laura Pugno ha una
potenza incantatrice, capace di coniugare visioni apocalittiche e inquietudini
del nostro presente in un unico, ipnotico racconto di amore e di morte.
Underwater. Una città costruita sotto l'oceano per sfuggire alla
luce del sole, "dio maligno" che minaccia l'umanità con
i suoi raggi. Le sirene sono la nuova religione per alcuni, un segno della
fine del mondo per altri, un cibo prelibato ed esotico - la richiestissima
"carne di mare" - per la yakuza, che gestisce le riserve marine.
Indomite e sinuose allo stato brado, in cattività le sirene si
trasformano in placide, sonnolente bestie da monta. Samuel è il
sorvegliante delle vasche dove vengono allevate e nutrite, conosce il
loro richiamo inudibile, ha imparato a memoria ogni dettaglio del loro
corpo anfibio. Un giorno si immerge nell'acqua, sceglie un esemplare e
si sostituisce al maschio, sfidando la ferocia che assale le regine del
mare subito dopo l'accoppiamento. Da quell'unione nasce Mia, «mezzoumana»
dalla pelle bianco argento con negli occhi «qualcosa a cui Samuel
non avrebbe saputo dare un nome». Un romanzo appassionante e disperato:
Laura Pugno rilegge l'archetipo della sirena ed esplora i confini del
mito, modellando un raffinatissimo «manga letterario» ricco
di suggestioni visionarie e perturbanti. Una lingua cristallina, che si
muove sulla pagina disegnando una lenta, seducente danza subacquea, capace
di avvolgere e stregare il lettore.
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Link a "Sirene" sul sito Einaudi
Recensioni
Angelo Guglielmi su L'Unità
Lo specchio del mondo? E' giù negli abissi con queste "Sirene"
[...] certo straordinaria è la naturalezza con cui la Pugno si
muove dentro questo quasi ingovernabile intreccio, al quale oppone un
linguaggio secco, ma per nulla bruciato e semplicemente descrittivo (e
nemmeno caldo di emozioni facili) e piuttosto lucido e fermo e insieme
percorso da una strana vibrazione di natura segreta e inudibile. E' quel
tanto di implicito [...], quel tanto che non c'è (introvabile e
pur presente), comunque immune da risuoni ideologici, che fortemente marca
la scrittura della Pugno, conferendole una autorità e strana capacità
di presa che cattura il lettore costringendolo a una lettura appassionata
e tesa.
Di Angelo Guglielmi, L'Unità, pag. 24, martedì
2 ottobre 2007.
Roberto Gigliucci su "L'Indice
dei libri del mese"
"Sirene" di Laura Pugno. Il romanzo femminile
[...] Un romanzo di poco meno di centocinquanta pagine, ma con la lingua
fredda della "sprezzatura" tecnologica propria della migliore
fantascienza e con l'intelligenza simbolica della più precisa e
rigorosa narrativa dell'incubo. E soprattutto con una tensione costruttiva
davvero in gommacciaio, solida senza incrinature e di una duttilità
perlacea in superficie. Laura Pugno, in compagnia delle più recenti
ragazze delle nostre lettere, sembra proprio una tremensa sirena.
Di Roberto Gigliucci, "L'Indice dei libri del mese", n. 10 anno
XXIV, ottobre 2007.
Laura Pugno, "Sirene". "Un immaginario apocalittico e
ibridato di manga e fantascienza per una favola crudele in cui tutto è
mostruoso, persino la bellezza. Insomma, imperdibile". Parola di
libraio della Librogusteria Il Pensatoio di Mantova, "Il
Domenicale" del "Sole 24 Ore", 16 settembre 2007.
Andrea Cortellessa su Tuttolibri,
inserto de La Stampa
Una stupefacente carica visionaria, una seducente carne di mare
Nell'Oceano amplesso con la Sirena
[...] La liquidità dell'immagine di copertina rinvia allora non
solo ai set dell'intreccio, ma anche al modo in cui l'autrice ha saputo
sciogliere - sino a liquefarla, appunto - la propria sintassi, mentale
prima che linguistica. Il risultato è un libro di stupefacente
carica visionaria, infinitamente al di là (o al di qua) dei codici
«di genere» della science fiction: e che, ciò malgrado
o proprio per questo, si legge con inquietante abbandono emotivo. Forse
lo stesso abbandono che temeva Ulisse, in quel viaggio famoso, per sé
e i suoi marinai. Per difenderci da questo canto, però, noi non
abbiamo cera da spalmarci sulle orecchie né alberi cui legarci.
Si salvi chi può: è
nata una grande scrittrice. ... (leggi
l'intera recensione in pdf)
Tiziano
Scarpa su ilprimoamore.com
Qualche annotazione sul nuovo, abbagliante romanzo di Laura Pugno.
Questa non è una recensione. Sono annotazioni che ho scritto dopo
la lettura di Sirene, il romanzo bellissimo di Laura Pugno che vi consiglio
di non farvi sfuggire. ...
(continua)
Ade
Zeno su
Liberazione
Laura Pugno, due
libri, un talento.
Il volume di poesia “Il colore oro” e il romanzo “Sirene”,
due opere che si inseguono sul filo di un immaginario livido, lucido,
a tratti violento. ... (continua in pdf) (continua
- documento testuale)
Nicola
Lagioia su Il
Riformista
Sirene, il cristallino e sensuale
romanzo di Laura Pugno uscito per L’Arcipelago Einaudi in questi
giorni, oltre a essere un libro molto bello ha il merito di sgretolare
ulteriormente gli equivoci che (più frutto di ignoranza che di
malafede…) continuano da circa quindici anni a sabotare il discorso
sulla narrativa italiana delle ultime generazioni. ... (continua)
Sirena
in catene di Carla Benedetti su L'Espresso
Tutta la forza di 'Sirene', breve romanzo di Laura Pugno sta
in un'invenzione bruciante e terribile. Riassumerla rischia di rovinare
la lettura. Cerco perciò di parlarne senza svelarla del tutto.
...
(continua)
Stefania Scateni su l'Unità
La scrittura
è limpida come l'acqua, e soda come i capelli delle sirene. Con
una lingua precisa e levigata e un andamento incantatorio, quasi una lingua
che nuota, Laura Pugno ci racconta una storia terribile di distruzione,
di amore e morte. ... (continua)
Emanuele Trevi su il Manifesto
Da Laura Pugno dettagli oscuri
di un medioevo apocalittico
Ambientato in un futuro di distruzione, «Sirene», romanzo
d'esordio della scrittrice romana, attinge singolari congegni narrativi
dai manga giapponesi per condurre il lettore in una zona psichica affollata
di fantasmi minacciosi. ... (continua)
Stefano Clerici su la Repubblica
Le sirene, metà mito
e metà incubo.
Non solo fantascienza ne nuovo romanzo di Laura Pugno
... (continua)
Silvia
Del Vecchio su "In altri Termini"
mensile di Grandi Stazioni
L’anima
della Sirena
Una “Favola nera” sulle creature mitologiche, il romanzo di
esordio di Laura Pugno ...(continua)
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