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Laura Pugno
Quando verrai

Nichel
Minimum Fax 2009
pagg. 123
euro 12

Leggi l’inizio del romanzo
(per gentile concessione Minimum Fax)

Quando verrai
A undici anni, Eva era stata portata via da un vagabondo.
Era successo tutto alla fine di giugno, quando era già in vacanza da scuola. O almeno così credeva di ricordare.
Perché il ricordo di quanto era successo avrebbe dovuto incidersi a fuoco nella sua mente, e invece diventava sempre più sfuocato.
Era stata portata via da uno sconosciuto. Quel giorno indossava un vestito rosa, e sandali di plastica dello stesso colore. […]

Il giorno del rapimento, Eva era nella roulotte, da sola. Leila non c’era, Stasi era andato via. Era pomeriggio tardi, con una luce che sembrava non si dovesse mai spegnere. Quell’uomo, ricordò poi, rannicchiata a terra, con i polsi legati da una corda, l’aveva già visto.
Era comparso al banco di Stasi, mentre lei stava mettendo a posto le magliette di microfibra, un giorno di due settimane prima, all’ora di pranzo. Eva si era girata e l’aveva visto. Era sulla quarantina, magro, con quello che una volta doveva essere stato un corpo forte, i capelli grigio ferro. Sembrava un vagabondo. Aveva detto qualcosa che Eva non aveva capito, lei si era chinata in avanti e lui le aveva afferrato un polso, stringendo fino a fare male e sfregandole il polpastrello sulla carne, come per sentire più forte un profumo.
Quanti anni hai, aveva detto l’uomo, con una voce in cui si leggeva ancora, come una scritta su una stoffa logora, un accento straniero.
Undici, aveva risposto Eva, senza volere. Si era divincolata e lui non aveva detto niente, non aveva reagito. Era andato via. Lei si era portata il polso al viso per sentire se le era rimasto addosso il suo odore, ma non era così, era forse l’impronta di un odore, una traccia che doveva esserci ma non c’era. Un’impronta di selvatico.

La quarta di copertina

Eva è cresciuta senza padre, vive in roulotte con sua madre Leila, e affronta l’adolescenza aggirandosi in un mondo ai limiti della legalità fatto di ambulanti, immigrati clandestini e nessuna sicurezza tipica della vita borghese. Come se non bastassero le attenzioni morbose di Stasi – il compagno di sua madre – Eva viene a contatto per qualche giorno con un misterioso vagabondo che (esattamente come lei) ha il corpo afflitto da misteriose macchie a cui non sembra esserci rimedio. L’incontro con l’uomo la rende definitivamente consapevole delle facoltà che si nascondono dietro il suo apparente problema fisico: un terribile potere con cui dovrà imparare a convivere e, nello stesso tempo, il delicato e devastante strumento attraverso cui conoscerà il mondo e se stessa.
Appassionante, crudele, elegante, Quando verrai è una stupefacente prova narrativa in cui il fascino struggente del romanzo di formazione si unisce alla potenza visionaria della letteratura fantastica, sorretti da una scrittura incalzante, viva e modernissima. Il secondo romanzo di Laura Pugno – una delle migliori voci dell’ultima generazione letteraria – sceglie insomma una prospettiva totalmente nuova attraverso cui raccontare i temi universali dei riti di passaggio e della scoperta di sé.

«Si salvi chi può: è nata una nuova scrittrice»
Andrea Cortellessa, Tutto Libri - la Stampa


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