GIOVEDÌ, 12 LUGLIO 2007

La Repubblica Pagina XXVI - Roma

Le sirene, metà mito e metà incubo

Non solo fantascienza nel nuovo romanzo di Laura Pugno

Nel mondo immaginario di Underwater, rifugio degli uomini di domani
Un libro che diventa un campanello d´allarme per uomini di buona volontà


Francamente, questo libro mette un po´ di paura. Ma altrettanto francamente crediamo che proprio questo è un buon motivo per leggerlo. E´ una paura sana, un campanello d´allarme per gli uomini di buon senso e di buona volontà. Alcuni, cominciando a sfogliare queste pagine, decisamente scritte con stile avvincente, potranno pensare di trovarsi di fronte a un romanzo di fantascienza. Altri, forse, penseranno all´horror puro. Altri ancora, invece, a una perfetta sceneggiatura da affidare ai grandi maestri di Hollywood, tipo Spielberg. Gente capace di tirarci fuori un film-cult, di tendenza e di cassetta, seguito magari dai numeri 2, 3, 4, 5 e così via, finché il successo di pubblico e di critica lo consenta.
Ma quando arrivate alla fine del libro - almeno così è capitato a noi - se vi fermate un attimo a riflettere, rinunciando a classificazioni tanto facili quanto improbabili, potrebbero nascere in voi alcune angoscianti domande. Sul vostro futuro, sul futuro dei vostri figli e dei vostri nipoti. Rendendovi conto che quella che oggi ancora appare come fantascienza può avere le sue prime e salde radici anche nel presente. Nel fantastico mondo di Underwater, teatro della storia, si sono rifugiati gli uomini del domani. Hanno costruito la loro nuova vita al di sotto dell´oceano, perché lassù, sulla terra, il sole è diventato «maligno» e con i suoi raggi ha provocato un´epidemia di «cancro nero» che miete vittime a ritmo impressionante. Avete presente il buco dell´ozono, i gas serra, i ghiacciai che si sciolgono, insomma il rischio ambientale di cui ogni giorno leggiamo sui giornali di tutto il mondo? Ovviamente, nel paese immaginato da Laura Pugno, non tutti si possono permettere di vivere riparati in fondo agli abissi. Solo i più ricchi lo possono fare. Avete presente i continui dibattiti sulla povertà del Terzo Mondo? Sul fatto che i paesi occidentali e industrializzati non vogliono, non possono o non riescono a salvare milioni di persone meno fortunate, falcidiate da carestie e malattie che qui da noi non fanno più male a nessuno?
Ovviamente, a Underwater, il Potere, quello vero, è nella mani di chi ha voluto coniugare assenza di scrupoli a denaro e politica. Il Potere è nelle mani della yakuza, vale a dire la Mafia, al tempo stesso feroce giudice e indispensabile datore di lavoro. Avete presente il devastante impatto che mafia siciliana, camorra napoletana e n´drangheta calabrese hanno sul tessuto sociale del nostro sud? Sì, direte voi, ma che c´entrano le sirene? Nel fantastico racconto le sirene sono la specie «nuova» scoperta a Underwater, quasi per caso. Una specie che il Potere decide di sfruttare al massimo. Le cattura, le alleva, ne fa carne da macello o da bordello. Sempre per «incantare» gli uomini. Come cibo o come oggetto sessuale. Ma c´è una cosa che il Potere non considera: la forza del sentimento. Il finale non ve lo raccontiamo, ma avete presente quanti genitori continuano a sacrificarsi, fino all´estremo, per i propri figli? Questa, per fortuna, non è fantascienza.

 

Stefano Clerici