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Laura Pugno
il colore oro
Le Lettere
pagg. 176
euro 20
Foto di Elio Mazzacane
Prefazione di Stefano Dal Bianco
Postfazione di Marco Giovenale
Assolutamente trasparente e del tutto ermetica, la scrittura di Laura
Pugno è quotidiana, descrittiva di gesti elementari, perfettamente
terrena – tutta corporea infatti. E, insieme, minuziosamente astratta.
Come un cerimoniale, una danza rituale, questa scrittura si colloca, al
pari di tante manifestazioni di punta dell’arte d’oggi (alle
quali non per caso l’autrice si mostra attentissima), nel territorio
dell’installazione.
Ad accomunarla alla sua parallela narrativa in prosa (ove la distinzione
conservi un senso che non sia solo quello delle convenzioni editoriali),
questa poesia ha una scintilla generativa, sempre, nell’immagine.
Il lettore di Sleepwalking, e del nuovissimo e stupefacente Sirene, riconoscerà
certi flash ossessivi, calmi e violenti, che abitano questi versi magari
diversi anni prima della loro manifestazione in prosa. (Come se in quest’ultima
trovassero sviluppo – proprio in senso fotografico – immagini
già in nuce.) Perciò questa prima organica raccolta poetica
di Laura Pugno – dopo la già maturissima archeologia documentata
da Tennis – ha un nucleo gravitazionale nelle partiture verbovisive,
violentemente chiaroscurate, di Elio Mazzacane. Flash di una città
di marmi e ombre, severa e distante; di un rito misterioso e conturbante;
di una natura enigmatica, forse ostile.
Il fatto è che queste vulneranti immagini teriomorfiche, queste
mutazioni orribili e seducenti, questi rituali incomprensibili e oscuramente
necessarî, tutto questo paesaggio tremendamente alieno – preistorico
e insieme futuribile – sentiamo che ci appartiene, senza scampo.
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Recensioni
Gilda
Policastro su "L'Indice dei libri del
mese",
anno XXIV - n. 12, p. 16, dicembre 2007.
Leggila
su Internetbookshop.
Tommaso Ottonieri su Carta
"Carta"
mensile, maggio 2007
Videoinstallazioni per hacker, poeti e comuni mortali.
[...]
Si dà il caso che tutta l'ars combinatoria che questa poesia conduce
sul riverbero delle sue intersecanti superfici, lo spettro stesso ipertecnologico
d'un sogno troppo [de]reale, sia un passo portato nella radice stessa
della tradizione. La struttura-sestina, di parole chiave che si ripetono
di stanza in stanza, rivoltate ogni volta d'un giro, per ciascuno dei
loro sensi possibili,. e ad ogni volta variate nella loro profonda identità,
ci riporta alla radice stessa più irriducibile del desiderio occidentale,
se tradotto in concetto di poesia: quel "fermo volere" [Arnaut]
che, mentre moltiplica il soggetto per la somma dei suoi desideri, lo
trascina, insieme, verso un futuro il cui gioco per adesso inconoscibile,
sarà reticolo nuovamente di contatti; e di nuovo, diritto al mutarsi,
nello scambievole fuoco del linguaggio senza fine".
Ade
Zeno su
Liberazione
Laura Pugno, due
libri, un talento.
Il volume di poesia “Il colore oro” e il romanzo “Sirene”,
due opere che si inseguono sul filo di un immaginario livido, lucido,
a tratti violento. ... (continua in pdf) (continua
- documento testuale)
Il Manifesto giovedì 12 luglio 2007
Scatole per attraversare il buio
Nella raccolta di poesia «Il colore oro» parole e immagini
intrecciate su territori incerti
È da poco uscito nella collana «Fuoriformato», diretta
da Andrea Cortellessa per la casa editrice Le Lettere, «Il colore
oro» (pp. 176, euro 20), raccolta dei più recenti lavori
nel campo della poesia di Laura Pugno. Sei anni dopo l'esperimento di
«Tennis», pubblicato a quattro mani con Giulio Mozzi, l'autrice
intraprende ora un singolare percorso di scrittura, avventurandosi in
una non si sa quanto immaginaria «città di marmi e ombre,
severa e distante», quasi la parola fosse - così si legge
in uno dei versi d'apertura - una «scatola per conservare l'oscurità».
Come in altri suoi lavori Laura Pugno predilige dunque i territori incerti,
al confine fra l'arte e la parola, dove le figure chiamate in causa a
poco a poco si confondono e si perdono in una sorta di «estetica
dell'ipertesto». E se in «Tennis» gli inserti poetici
di Pugno si intrecciavano e dialogavano con le prose di Giulio Mozzi,
nel «Colore oro» la linea di continuità è assicurata
dalle belle fotografie di Elio Mazzacane che corredano un volume cui però
non giova, né per la resa delle immagini, né per quella
del testo, la scelta di usare una carta fin troppo patinata.
Rossano Astremo su Booksblog
“Il
colore oro” di Laura Pugno è un libro “complesso”
sin dalla sua composizione. Così come “Nel gasometro”
di Sara Ventroni, altro libro pubblicato nella collana “Fuori Formato”
della casa editrice Le Lettere, curata da Andrea Cortellessa, anche in
questa raccolta della Pugno la poesia non basta a se stessa. Il libro
contiene, oltre ai tre poemetti che lo strutturano, una serie di foto,
in bianco e nero in hacker/aidoru e descrizione del bosco, a colori in
il colore oro, di Elio Mazzacane, contraltare figurativo al dipanarsi
dell’orditura linguistica.
...(continua)
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